Home » Differenza e comunicazione negli IAA (pet therapy)

Diverso vuol dire “altro da me” qualcuno che non sono io. Incontrando e riconoscendo una nuova identità riconosco e conosco me stesso: in questo punto emerge la ricchezza della differenza poiché l’identità non si costruisce dicendo semplicemente “ci sono”, ma incontrando l’altro e si realizza nell’intuizione che “altro” vuol dire auto-conoscenza.

Questi elementi della relazione sono strutturalmente reciproci.

Quando la diversità è tra specie diverse le possibilità di comprensione e accrescimento del sé si espandono. In questo incontro spesso si crea la “buona frustrazione” ossia quel disagio che emerge quando, ad esempio, si utilizzano codici comunicativi differenti.

La comunicazione non verbale è in stretta relazione con le nostre emozioni più profonde e arriva in maniera immediata all’interlocutore. E’ un qualcosa di naturale che si configura come una sorta di zona comune, linguaggio universale. Valorizzare questo aspetto permette, quindi di allargare le possibilità comunicative.

 Il cane, ad esempio, ci parla con il corpo, attraverso le espressioni del volto, la postura, il modo di respirare, lo stato di tensione muscolare, il tipo di movimento, la traiettoria utilizzata per spostarsi, gesti e segnali, sequenze di comportamento e modo di utilizzare lo spazio attorno a se’. In questo modo il cane sollecita articolazioni comunicative profonde: è necessario comprenderlo, osservarlo e sentirlo.

La presenza del cane da origine ad uno spazio comune, dove tempo, spazio e parole si combinano permettendo il potenziamento delle risorse dei soggetti coinvolti.

Dacci una zampa!